FEDERER, CHE VITTORIA!

Il serbo Djokovic si arrende in quattro set alla straordinaria vena di Roger: per lo svizzero è finale

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Parigi (Francia) – Un Roger Federer in versione deluxe riesce a spegnere le velleità di gloria di Novak Djokovic, che mai in passato ha potuto fregiarsi del titolo di finalista al Roland Garros. Non sarà così nemmeno quest’anno, perchè l’atto conclusivo sarà una classica di questo sport, Federer-Nadal, dopo che lo svizzero si è aggiudicato una splendida contesa col punteggio di 7-6(5) 6-3 3-6 7-6(5). Per Roger si tratta della quinta “seconda domenica” parigina in campo, la quarta contro Nadal. Sarà la seconda in cui uscirà vincitore? La prova di oggi quantomeno avvalora questa tesi.

Fine del record. Il serbo Novak Djokovic entrerà nei libri di storia del tennis quasi sicuramente affiancato da un numero, quel 43 che identifica il numero di partite concluse in maniera continuativa senza incappare in una sconfitta. Una bella soddisfazione, come lo è stato vincere l’Australian Open e i primi 4 Master 1000 della stagione 2011, ma probabilmente, per lo stato di forma mostrato e il livello di gioco sempre prodotto in questo periodo, il serbo avrebbe voluto regalarsi qualche altro titolo e, perchè no, tenere vivo quel sogno chiamato Grande Slam. Purtroppo, almeno dal punto di vista del talento serbo, non sarà così, perchè ad impedirglielo ci ha pensato un altro tennista che con i record ha un feeling particolare: Roger Federer. Una prestazione sontuosa, quella dell’elvetico, che ha retto lo strapotere del ragazzo di Belgrado nella parte centrale del primo parziale, quando il leit motiv visto nelle scorse settimane appariva replicarsi in maniera quasi maniacale. Fallito l’allungo, non senza l’aiuto dell’avversario, Djokovic è apparso per una volta insicuro, incapace di reagire e inerte, ricordando il fantasma di quel giocatore che fu, in parte, fino al 2010. Momento di smarrimento durato fortunatamente poco, prima di un finale da fuochi di artificio di marca serba, ma soprattutto elvetica.

Una falsa partenza. Sentore che qualcosa non sarebbe andato come sempre lo si aveva già nel primo gioco: non fosse stato per due servizi vincenti, con cui annullava le prime due palle break dell’incontro, Nole non collezionava alcun punto sulla propria battuta, concedendo così un vantaggio inatteso al suo avversario, sceso in campo col piglio dei giorni giusti. Federer, d’altronde, è sempre stato così: sapeva che dall’altra parte c’era un giocatore in uno stato di grazia come probabilmente ci sono stati pochi tennisti nella storia, per cui ha deciso di iniziare la contesa in maniera aggressiva. Ma col Djokovic di questi tempi, non basta certo mostrare i denti e mettere in campo qualche dritto vincente per fargli abbassare la cresta: infatti il serbo recuperava immediatamente il break perso, fronteggiava un altro 0-40, ma questa volta ne usciva illeso. Sul campo i due disputavano un match di tutto rispetto, diverse erano le soluzioni di rilievo, gli scambi che finivano in apnea, i colpi a tutto braccio che regalavano un sussulto a tutti gli astanti. Ma il canovaccio della partita, dopo l’inizio stentato del serbo, sembrava quello già visto a Roma, a Madrid, a Miami e via dicendo. Roger, nonostante una dignitosissima prova, e nonostante avesse già ottenuto 8 palle break, si ritrovava sotto per 2-4.

Re…azione. Un qualcosa di davvero sconfortante, se non fosse che Federer, oggi, ha messo in campo la stessa classe e gli stessi movimenti che gli hanno permesso di stare al primo posto della classifica mondiale per oltre 5 anni. Anche quando Novak, dopo essersi visto recuperare sul 4-4, poteva usufruire di due set-point, ecco che l’elvetico ricorreva ad un’arma mai troppo decantata, nel suo qualitativamente risonante arsenale: il servizio. Con la battuta annullava i due set point e sempre col servizio, e non solo, si trascinava al tie break. E quando, nel gioco decisivo, due dritti scheggiati permettevano a Djokovic di portarsi sul 5-4 (da 2-4), l’elvetico nuovamente si faceva forte e tornava a dominare gli scambi: 7-5 e primo set in cascina.

Rottura quasi totale. Il risultato della prima frazione, però, lasciava strascichi ben profondi nella psiche di Novak, che provava a portarsi avanti di un break nel gioco d’apertura del secondo parziale, ma quando Federer trovava un ace per annullargli l’occasione, il serbo si girava verso il suo angolo mostrando una frustrazione non consona a lui di questi tempi. Ma non si limitava qui il suo momento di scoramento, perchè Novak cominciava anche a sparacchiare i colpi, andava sotto di un break, al quarto gioco della frazione, e rischiava seriamente di dare il la ad una crisi che avrebbe messo a repentaglio la sua imbattibilità. Se sul punteggio di 2-5 per il suo avversario, il serbo evitava di subire un nuovo break – annullando ben 5 set point – nonostante l’esito del parziale fosse già evidentemente favorevole all’elvetico, questo era utile soltanto per ritrovare fiducia nel proprio gioco e ripartire con la corretta convinzione nel set successivo. In realtà, poi, sul 5-3, Novak una palla per risalire fino al 4-5 ce l’avrebbe anche, ma Roger, col servizio di oggi, non aveva idea di concedere proprio nulla: ace e facile 6-3.

Servizi vincenti. Djokovic, come detto, aveva ritrovato sintonia col suo tennis e, con questa riacquisita armonia, si portava sul 3-0, andando vicino al 4-0, ma l’orgoglio di Federer glielo vietava: da quel momento cominciava un dominio dei servizi che vedeva il proprio apice nell’ace con cui Djokovic archiviava la terza frazione per 6-3. Il vento era cambiato, come va di moda dire in questi tempi, perchè il serbo era superiore negli scambi che si allungavano: per uscirne vincitore, a Federer servivano dei miracoli, al quale, comunque, riuscivano spesso e volentieri. Si parlava di dominio dei servizi, ma nella quarta frazione quella del primo colpo diveniva una vera e propria dittatura. I games scorrevano via veloci e i giocatori si dimostravano campioni quando venivano chiamati ad affrontare delle difficoltà, rare, peraltro, fino alla fase calda. Fino al 4-4, lo svizzero cedeva la miseria di un punto in battuta, mentre il serbo non ricorreva comunque mai ai vantaggi.

Finale da Oscar. Poi, dopo questo momento di stasi, almeno nelle emozioni, si risaliva sulle montagne russe: Novak strappava un break che sembrava decisivo a suon di risposte sulla linea, ma quando si calava in campo per portare il computo set sul 2-2, lo svizzero metteva a segno dei colpi da cineteca, passanti di rovescio in corsa dopo estenuanti scambi e dritti al fulmicotone a spiazzare Djokovic: 5-5. E non era finita qui. Federer doveva annullare altre due palle break – indovinate un po’, un servizio vincente e un ace – mentre Novak rischiava non poco, prima di portarsi sul 6-6. Il tie-break continuava sulla falsariga dei giochi precedenti, ma il punto decisivo, quello che con ogni probabilità ha donato a Roger la finale, è stato un brutto dritto del serbo sotterrato a rete, nonostante l’agevole posizione: si era sul 3-3, e con quello Federer guadagnava un mini-break essenziale, perchè da quel momento in poi gli bastava il servizio per guadagnare i tre punti mancanti: 7-5 e nulla da fare per Djokovic. Ma un Roger così era da tempo che non si vedeva.

Botte da orbi. La strepistosa prestazione di Djokovic e Federer non deve però far dimenticare la scelta “miope” – è proprio il caso di dirlo – dell’organizzazione, che ha deciso di far iniziare le due semifinali un’ora più tardi rispetto agli anni prima – alle 14 invece che alle 13 – giustificandosi dicendo che nelle edizioni precedenti non si sarebbe corso il rischio oscurità nemmeno se si fosse cominciato col nuovo orario. Peccato che non tutto dipende dal numero di giochi o di set, ma la lunghezza di partita è spesso determinata anche dal numero medio di scambi per singolo punto. E quando in campo ci sono giocatori come Murray, Nadal, Federer o Djokovic, tennisti, chi più chi meno, dalle buone trame offensive, ma molto validi anche in difesa, i match si allungano con grandissima facilità. Per fortuna tutto è filato liscio, ma c’è da dire che si è avuto il tempo di giocare soltanto 7 set: se si fosse andati al quinto in uno dei due incontri? Scelta da rivedere per il prossimo anno, perchè se Federer e Djokovic avessero posticipato il quinto set di un match di questo livello a sabato, ci sarebbe stato non poco da recriminare.

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  4. […] andare che a Djokovic-Del Potro, quarto match sul campo Philippe Chatrier, al quale dedichiamo un approfondimento a parte. Parliamo di una sfida che potrebbe ripetersi ad un livello ben più avanzato nei prossimi mesi e […]

  5. Roberto Bontempi ha detto:

    Ho sentito in un’intervista Bolelli darsi 8 come voto complessivo per il torneo… Mah, per me è un tantino eccessivo visto che aveva perso in quali ed ha servito per il set sia nel primo che nel terzo set con Murray senza vincerne nemmeno mezzo… Sarà che mi sono stancato di sconfitte onorevoli… Cmq sono molto contento che sia obiettivamente in ripresa

  6. Valentina Clemente ha detto:

    Fa parte del training psicologico, non si potrebbe mai dare un 6! 😉

  7. […] d’oro per raggiungere i quarti di finale del Roland Garros. Abbiamo dedicato un apposito approfondimento a questo incontro che potete leggere […]

  8. Luca ha detto:

    Ma Fognini ce la fa o no a giocare con Djokovic?

  9. […] ad eliminare Vera Zvonareva. Vista l’importanza del match, ad esso dedichiamo un apposito approfondimento sul nostro sito dedicato al Roland […]

  10. michele ha detto:

    ame disiace moltoche victoria azanenka stava preguendo bene in questo torneo di ronald garros la azarenka primo poi capitasse un aversaria che poteva mertere in difficolta azarenka io so che uscire da un torneo arrivata ai quati di finale la azarenka uscendo da questo torneo non e facile e la azarenka e uscito da questo torneo atesta alta io come tifoso dela azarenka sono sicuro che la azarenha si rifara al nuovo torneo dai azarenka non tela prendere telo il tifose michele soperte non estato facile uscire dal questo torneo ai fatto tanto fatica per niente alla fine tisovenuti iconti sbagliati sono sicuro al prosimo torneo celafarai i per sono sicuro che non eri conccentrato come le altre volte ame dispiace moltisimo che uscita dal torneo tirifarai al rossimo torneo ciao azarenka dal tuo tifoso michele non deludermi

  11. michele ha detto:

    sai maria sharapovo che scrive il tuo tifoso michele oggi misei iacuta moltisimo sei sceso il gampo che leatre volte molto concentra esicuro ditestessa io giocare con andrea petkovic non era facile alla fine aspuntarla sie stata tu oggi tu misie piacuta moltisimo perche alla petkovic il balletto che facerva ogni volta che vincese la petkovic glie lai fatto finire proprio tu qul balletto che sifaceva lei cioa maria sharapova dal tuo tifoso michele

  12. laurence ha detto:

    bravissima francesca sono francese ma sono una fan di lei. Non pratica il tennis ,MA mi piace di guardare grazie francesca merci pour se beau spetacle.

  13. […] Parigi 4 Giugno 2011 – Arriva alla fine la corsa del Roland Garros 2011. Come da consuetudine, l’ultimo atto è riservato alla finale del torneo di singolare maschile, che per la quarta volta metterà di fronte Rafael Nadal e Roger Federer, protagonista dell’eliminazione di Novak Djokovic, reduce da 43 successi consecutivi. Sarà la venticinquesima sfida tra di due campioni, un match dalle mille facce a cui dedichiamo un’anteprima qui. […]

  14. pierenrico arneri ha detto:

    ……spiace per Nole anche se avrà tempo per rifarsi. Federer si è guadagnato la finale con assoluta determinazione e merita di sfidare ancora una volta Rafa…..e vinca il migliore. Evviva il TENNIS, sempre.

  15. fausto ha detto:

    Tutto quello che volete, Ma djokovic è un’altra pasta di tennista rispetto a federer che sembra un ammasso buttatto sul campo e che solo da questo possa rinascere

  16. Emanuele ha detto:

    Ieri Tsonga ha incredibilmente recuperato contro un giocatore che solo per un set ha dimostrato di saper giocare… poi nulla. Oggi Brianti, con la partita già vinta smette di fare punti e permette all’avversaria agevolmente di ricuperare. Sempre di oggi la notizia che hanno arrestato un giocatore della lazio. Che il tennis e il calcio oltre che alla palla condividano dell’altro ???

  17. ector ha detto:

    ormai tutto è possibile,però se dobbiamo sempre pensar male forse è meglio fare dell’altro piuttosto che perdere tempo dietro allo sport

  18. […] alla vigilia dello scorso Roland Garros fu lei a dare la notizia della perdita sulle pagine dell’Equipe, con la promessa che quel vuoto sarebbe stato colmato dall’impegno che avrebbe profuso per […]

  19. christian ha detto:

    sara è una grandissima tennista.

  20. christian ha detto:

    vai sara contro la stosur puoi vincere

  21. giuly bocca ha detto:

    E meno male che Sara era sfarotita

    alla faccia!!!!!!! Evviva Sara e mi raccomando sotterra la sharapova, non ne posso piu’ dei suoi urli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  22. Sarà errani ha detto:

    Grande sarà errani

  23. JULIET ha detto:

    Grande sarà errani suu